Scientific reports

COSI’ SI ESPRIMONO GLI SPECIALISTI ED I DIRIGENTI MEDICI DEL SETTORE:

Dott. Enzo Facciuto Medico-Chirurgo Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale
Dirigente Responsabile della Unità Operativa a Struttura Semplice di “Patologia naso-sinusale e del basicranio anteriore”
AZIENDA OSPEDALIERA DI RILIEVO NAZIONALE “A. CARDARELLI” – Napoli

< Recupero Estetico – Funzionale precoce del paziente con gravi deturpazioni Cranio – Maxillo – Facciali >

“… Nella nostra pratica clinica quotidiana, a noi chirurghi specialisti Maxillo-Facciali, ci capita di frequente osservare e trattare pazienti che hanno subito gravissime mutilazioni del volto, sia in seguito a eventi traumatici, balistici o perché necessitano della resezione di tumori testa-collo, che coinvolgono il viso, le orbite, i padiglioni auricolari, i seni paranasali e le cavità nasali, tali da richiedere la rimozione di porzioni ampie di tessuti contigui. Tali deficit possono causare notevoli deturpazioni facciali e severe inabilità funzionali. Molti di questi difetti possono essere restaurati efficacemente con delle epiprotesi cranio-maxillo-facciali.
L’assistenza terapeutica di questi pazienti non si esaurisce con l’evento chirurgico iniziale, né con le terapie complementari. La riabilitazione è una fase essenziale della loro cura, che dovrebbe essere programmata già al momento della diagnosi. Se questi deficit funzionali ed estetici non vengono corretti o minimizzati il paziente potrà trovare difficoltoso riprendere una normale attività lavorativa e sociale. Pertanto si può affermare che la riabilitazione protesica finale è parte integrante e fondamentale del processo terapeutico di tali pazienti.

I pazienti senza l’epitesi (foto a sinistra) e con l’epitesi applicata (foto a destra)
 

L’obiettivo primario della riabilitazione è il recupero di aspetto e funzione. Quanto si possa conseguire con successo dipende dal giudizio e dalla esperienza del terapista. Nella riabilitazione di questi pazienti necessitano alcune considerazioni:

1. Il processo di riabilitazione protesica deve iniziare già al momento della diagnosi. Se bisogna praticare la chirurgia, la configurazione del difetto chirurgico può avere grande impatto sul disegno e sulla efficacia del restauro epiprotesico. Queste questioni dovrebbero essere esaminate prima dell’intervento, se si desidera rendere al massimo il livello della riabilitazione. Ad esempio lasciare un monconcino di ossa nasali, che non debba essere necessariamente asportato per finalità di radicalità oncologica, potrà essere utile nella successiva fase protesica.

2. Una terapia esaustiva del paziente con mutilazioni del viso deve riconoscere che questa malattia ha componenti sia organiche che psicologiche e richiede un lavoro di equipe da parte dei vari professionisti della salute del distretto testa-collo, oltre alle canoniche figure professionali mediche. Pertanto a buon diritto devono figurare altri professionisti quali i psicologi e i protesisti. Se il recupero dei deficit fisici associati è precoce, il recupero psicologico sarà più rapido. Abbiamo osservato frequentemente che dopo il trattamento iniziale molti pazienti gravemente sfigurati al volto, sia da fatti traumatici che oncologici, ritardano o rinunciano al reinserimento sociale e lavorativo, isolandosi dai loro stessi familiari, riferendo un sentimento di vergogna, inettitudine e auto-rifiuto.

3. Nel caso dei pazienti oncologici, anche quando sia possibile una ricostruzione chirurgica è preferibile non attuarla subito, perché si può rendere necessario un monitoraggio clinico post-operatorio del sito chirurgico per rilevare eventuali recidive, per cui sarà più agevole una copertura amovibile epiprotesica cranio-maxillo-facciale.

4. Inoltre, la epiprotesi cranio-maxillo-facciale sostanzialmente riveste due ruoli differenti. Il primo per i familiari, gli amici intimi e i colleghi di lavoro, in cui essa, nel rapporto quotidiano, può sostituire esteticamente i tessuti escissi, ma la consapevolezza della condizione patologica da parte dei soggetti terzi menzionati la rende visibile ad una osservazione critica. Nel secondo, in un rapporto più ampio col pubblico essa generalmente fornisce una occultazione soddisfacente del difetto, tale da renderlo poco visibile.

Alla luce di queste considerazioni abbiamo avvertito la necessità di dare una risposta riabilitativa diversificata ai nostri pazienti, che non prevedesse soltanto una opzione ricostruttiva di tipo chirurgico, ma potesse andare incontro alle loro frequenti richieste di poter ovviare a ulteriori interventi, tra l’altro dall’esito estetico spesso incerto, allineandoci peraltro al “decision-making” di altri centri di eccellenza maxillo-facciali, sia europei che USA (Leuven, Cincinnati, Harvard, etc.), che abbiamo avuto modo di frequentare nel passato.

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Inoltre le soluzioni tecniche innovative apportate con queste nuove epitesi presentano alcuni vantaggi:

1. esse sono altamente adesive e dallo scollamento completamente reversibile;

2. possibilità di ovviare alla necessità di ritenzione con impianti osseo-integrati, che spesso non sono posizionabili, per scarsità di tessuto osseo, oppure perché il paziente non accetta un ulteriore intervento per posizionarli, oltre ad un miglioramento delle pratiche igieniche locali quotidiane;

3. l’utilizzo di materiali plastici di elevata qualità, che presentano caratteristiche di consistenza, “color-match”, stabilità del colore nel tempo e tollerabilità ampiamente accettate dal paziente.

La disamina di questi vantaggi ci permette di affermare che queste nuove epitesi si allineano su dei livelli qualitativi altamente competitivi rispetto ai centri di eccellenza che sopra menzionavamo. A questo si unisce la possibilità di una interazione diretta “work in progress” tra il clinico ed il protesista, che attraverso l’analisi critica della costruenda epiprotesi e attraverso il flusso di informazioni che scorre tra le due parti, permette di esaltare ancora di più il prodotto finale, determinando un risultato che meglio si adatti alle esigenze del singolo paziente.
Il paziente ne ricava un più rapido recupero estetico, funzionale, psicologico e sociale. La comunità familiare e sociale si può avvalere di un soggetto operativo in tempi più brevi, recuperandone anche dal punto di vista economico, in quanto i costi in termini di tempi di ospedalizzazione, di terapie ed assenza dal lavoro sono di gran lunga più onerosi del costo di questo prodotto dall’altissimo contenuto artistico e tecnologico…”.

Dott. Salvatore Parascandolo Specialista in Chirurgia Maxillo-Facial, Specialista in Odontostomatologia E.B.O.M.F.S.
Member (European Board off Oral and Maxillo Facial Surgery)
Direttore U.O. di Chirurgia Maxillo Facciale Ospedale “A. CARDARELLI” – Napoli

< Il volto della persona rappresenta la massima espressione della sua vita di relazione >

…questa convinzione in qualità di Direttore U.O. di Chirurgia Maxillo – Facciale nel nostro Istituto di Rilievo Nazionale è stata determinante nel sostenere e consolidare la passione che mi lega alla chirurgia maxillo facciale.
I difetti residui della faccia, quali postumi di traumi devastanti o di amplissime demolizioni oncologiche, sono attualmente suscettibili di ricostruzioni estetico-funzionali impensabili fino a qualche decennio fa, quando non erano tanto arditi i lembi peduncolati e ancora non erano stati sperimentati i lembi microvascolari. L’introduzione di queste tecniche ricostruttive ha consentito un allargamento delle possibilità chirurgiche oncologiche favorendo demolizioni sempre piu ampie. Tuttavia, quando non è possibile utilizzare le tecniche offerte dalla chirurgia ricostruttiva, per limiti ad essa stessa intrinseci o per limiti legati alle condizioni del paziente, queste nuove epitesi rappresentano una alternativa molto valida alle ricostruzioni chirurgiche, consentendo un ripristino anatomico ed estetico eccellente, per il reinserimento del paziente nel suo ambito familiare prima e nella società poi.

Queste epitesi rappresentano, a mio avviso, quanto di più accurato e naturale nelle ricostruzioni facciali portando ampia soddisfazione al paziente che recupera in tal modo quella qualità di vita che altrimenti gli sarebbe negata.
E’ per questa soddisfazione, del paziente e nostra, che incoraggiamo l’utilizzo e l’ulteriore studio di queste epitesi che già adesso ci sembrano totalmente valide…”.

Dott. Giovanni Cristalli Specialista in Otorinolaringoiatria Chirurgia Cervico-Facciale
IRCCS – “REGINA ELENA” – Roma

< Epitesi auricolari in oncologia >

“… La chirurgia demolitiva oncologica è strettamente legata alle possibilità ricostruttive oggi disponibili laddove la qualità della vita del paziente oncologico è strettamente correlata ala preservazione della funzione e dell’estetica. Nei carcinomi che interessano l’orecchio esterno e la rocca petrosa tali aspetti sono particolarmente evidenti e le menomazioni generate da un approccio demolitivo sono molto invalidanti per il paziente. L’amputazione completa del padiglione auricolare associata a resezione della rocca petrosa è un’evenienza che, ancora oggi, si rende necessaria pressoché in tutti i casi di malattie particolarmente aggressive e plurirecidive. Il nostro Istituto per mandato istituzionale, quale centro di riferimento per il trattamento della patologia oncologica, ha solo negli ultimi 2 anni trattato 14 pazienti con soddisfacenti esiti oncologici.

La riabilitazione protesica, superata la fase critica del trattamento (chirurgia-radioterapia) diviene pregnate tanto per il paziente , quanto per il sanitario responsabile; in tali casi è infatti sconsigliabile una ricostruzione con tecniche di chirurgia plastica convenzionali (lembi microchirurgici, di rotazione, innesti) a causa della pregressa radioterapia e per la complessità di tali tecniche (giorni di degenza, durata dell’intervento, criticità delle condizioni fisiche del paziente, risultati non prevedibili). L’utilizzo di epitesi consente di recuperare un’estetica soddisfacente senza la necessità di sottoporre il paziente a laboriosi interventi. La protesi nel caso specifico deve poi possedere alcune caratteristiche: deve essere adesiva in quanto la mancanza di una superficie ossea periauricolare, la pregressa irradiazione e lo spessore del lembo utilizzato per l’obliterazione della breccia chirurgica non consentono l’utilizzo di sistemi di fissaggio come le viti in titanio (fixture) e deve essere modellata e costruita in modo da mimare in modo ottimale (colore, consistenza, tollerabilità) l’orecchio asportato.

La Artificial Anatomical Reconstructions collabora con la nostra divisione per la soluzione di tali tipi di problematiche e fin dalle prime applicazioni abbiamo potuto constatare l’assoluta affidabilità e perfezione delle ricostruzioni effettuate con un immediato riscontro tanto in termini di soddisfazione del paziente quanto e specialmente in termini di riduzione di costi per il SSN per il minor ricorso ad interventi correttivi.
Nel consenso informato stesso che oggi sottoponiamo al paziente è d’obbligo menzionare quelle che sono le possibilità di riabilitazione e quindi anche illustrare le epitesi ed il loro utilizzo non dimenticando che ad un’aspettativa di vita sempre maggiore, grazie al perfezionamento delle tecniche terapeutiche, deve corrispondere un miglioramento della qualità di vita…”.

Problematiche legate agli impianti osteointegrati – vantaggi dell’epitesi / protesi adesiva

< L’Epitesi >

<…L’utilizzo di protesi che riproducono l’organo danneggiato e le eventuali zone contigue mancanti può rappresentare un’alternativa a complesse e non sempre soddisfacenti ricostruzioni ed offre inoltre il vantaggio non trascurabile di consentire un miglior controllo nel follow-up dei pazienti oncologici.

(…) attualmente l’epitesi può essere fissata al volto con due sistemi:

• utilizzando delle viti in titanio (fixture) alle quali viene poi applicato un sistema di ancoraggio che può essere meccanico ad incastro o magnetico
• utilizzando delle colle.

Il primo sistema introdotto da Branemark quale evoluzione della chirurgia odontoiatrica offre il vantaggio di poter disporre di un ancoraggio stabile.

Di contro vanno considerate:
• la difficoltà nel posizionamento ottimale degli impianti in rapporto alle caratteristiche dell’osso residuo (vascolarizzazione, spessore, densità ossea) e
• l’incidenza di mancate osteointegrazioni in particolare nel tessuto osseo radiotrattato.

L’osteointegrazione è condizionata :

• dal trofismo e
• dalla consistenza dell’osso e
• dai processi infettivi e

per tali motivi l’indice di fallimento aumenta nell’osso radiotrattato o nel paziente chemiotrattato.

Trial clinici hanno dimostrato che anche nei pazienti irradiati il successo degli impianti raggiunge l’86% nei primi 44 mesi per scendere successivamente al 50% per periodi di osservazione più lunghi. Questo può essere spiegato dai danni tardivi provocati dalla radioterapia come, per esempio, la endoarterite progressiva. La chemioterapia concomitante può essere un fattore decisivo. La chemioterapia effettuata prima del posizionamento degli impianti non sembra avere effetti negativi a patto che venga completata entro le sei settimane antecedenti l’impianto. In pazienti che effettuano chemioterapia dopo l’impianto invece si assiste ad un maggior tasso di fallimento dell’osteointegrazione.

Proprio per ovviare agli inconvenienti suddetti utilizzando sistemi di ancoraggio fissi sono stati sviluppati dei sistemi di ancoraggio che utilizzano dei particolari sistemi adesivi (Kontakplatten – Brevetto Europeo – Protesi.org) con i quali l’epitesi si appoggia direttamente sulla cute senza l’ausilio di ancoraggi o impianti.

I vantaggi di tali tipi di riabilitazione sono notevoli e possono essere sintetizzati in:

• non necessità di ulteriori interventi chirurgici,
• possibilità di una riabilitazione immediata non condizionata dai tempi di recupero post-radio-chemioterapici,
• assenza di problematiche relative al rigetto e/o l’infezione degli impianti,
• minor impatto psicologico relativo alla presenza degli impianti fissi poco accettati dai pazienti sud europei.

Un ulteriore vantaggio evidenziato nella nostra esperienza è quello che il costo globale delle epitesi ancorate con colle, non essendo necessario alcun intervento chirurgico o componentistica implantologia, è notevolmente più contenuto per il sistema sanitario nazionale…>

Tratto dal quaderno di aggiornamento della Associazione Otologi Ospedalieri Italiani – monografia edita a stampa e distribuita in occasione del Congresso Nazionale dalla
Società Italiana di Otorinolaringoiatria (S. Scientifica: I. Tasca – M. Manzini – Dott. G.Cristalli)

 

 

Immagini come queste che seguono già fanno parte del passato:

ecco purtroppo attraverso quali impianti permanenti si ancoravano le epitesi maxillo – facciali prima delle nostre soluzioni:

Le immagini si riferiscono all’utilizzo di sistemi di fissaggio che comportano l’installazione delle fixtures extraorali (viti in titanio), barre di attacco ancorate agli impianti, (da cui fasi con abutment di guarigione); questo traumatico sistema implantare per l’applicazione delle vecchie epitesi è nei nostri prodotti completamente abolito dalla nuova, semplice ed efficace, metodologia adesiva®.

Per la Medicina Legale

Dott.ssa Dalila Ranalletta
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni Direttore Medicina Legale Aziendale
Dottore di Ricerca in Scienze Medico-Forensi,

Docente di Medicina Legale Università Cattolica del S.Cuore Roma,
Docente di Medicina Legale Università La Sapienza di Roma

“…In qualità di Docente Universitaria e Specialista di Medicina Legale ritengo che in tema di valutazione del danno alla persona, fra le varie forme di “danno alla salute”, il danno di rilevanza estetica rappresenti una fattispecie correlata non solo alla conservazione dei semplici tratti somatici ma anche al mantenimento dell’armonia e della personalità espressiva del soggetto; nella sua valutazione, pertanto, il medico legale deve tenere adeguato conto non solo dell’integrità morfologica, ma anche della conservazione della completa “efficienza estetica” intesa come capacità mimico – espressiva e proiezione esterna della personalità dell’individuo, con particolare riguardo alla capacità di comunicazione e di relazioni interpersonali…
Questa breve premessa è necessaria per far comprendere come questi eccellenti risultati in Epitesi colpiscano in maniera particolare il Medico legale, spesso impegnato a valutare proprio questa particolare forma di danno alla salute.
L’opera di questi esperti, perciò, lungi dal collocarsi fra le attività (pure degne di apprezzamento e stima) finalizzate all’esaltazione della “bellezza”, deve essere annoverata fra gli interventi destinati a ripristinare – per quanto possibile – la “salute” dell’individuo, ovvero l’integrità psichico – fisica.
In quest’ottica non si può restare indifferenti nel constatare come l’intervento di questi esperti abbia spesso restituito un “valore – uomo” a persone per le quali la propria immagine rappresentava un disvalore definitivo e non emendabile con altre metodiche.
Osservando queste nuove protesi se ne apprezza comunque immediatamente l’altissimo livello tecnico…”.